Quercus ilex, Leccio
Albero originario del bacino del Mediterraneo dalla chioma ampia e densa, la corteccia liscia fino alla vecchiaia, di colore grigia. Le foglie in gioventù sono larghe e seghettate, di colore verde chiaro e pelose, in seguito divengono più lunghe, sono di colore verde scuro con la pagina inferiore biancastra e hanno i bordi interi. I fiori maschili sono più ornamentali dei femminili, entrambi gialli e raccolti in racemi che spuntano a maggio. Fruttifica con ghiande verdi. Il trapianto deve essere effettuato in tarda primavera, dopo aver ricevuto una potatura severa alla chioma, è una pianta longeva e che cresce anche nei suoli poveri, purché non troppo argillosi. Resiste alla siccità, ai venti marini e a tutti i tipi di potature, viene impiegato anche in siepi frangivento alte, specie in zone marine.
Quercus ilex a cespuglioOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex a mezzo fustoOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex a pallaOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex a spallieraOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex a spalliera su alto fustoOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex a spalliera su mezzo fustoOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex ad alto fustoOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.
Quercus ilex multitroncoOrigine: Regioni mediterranee. Tipico costituente della macchia mediterranea, il leccio è un grande albero sempreverde dal tronco possente (può arrivare a 1 m di diametro, talvolta a 2 m), e dalla chioma ampia, espansa, globosa, fittissima, impenetrabile al sole. La corteccia resta a lungo liscia e grigia per diventare, nei vecchi alberi, grigio bruno divisa in scaglie quadrangolari o poligonali. Foglie: portate da piccioli corti, lunghe da 2 a 9 cm, larghe da 1 a 3 cm, caratterizzate da accentuato polimorfismo; in generale quelle più giovani, superiori, sono più larghe ed hanno i margini dentati e pungenti; quelle più vecchie, inferiori, sono più lunghe ed hanno il margine intero. Anche il colore e la consistenza variano: tenere, verde pallido e pelose su entrambe le facce al loro apparire; diventano poi, allo stato adulto, coriacee, verde scuro nella pagina superiore, ricoperte da un tomento bianco sotto. Fiori: sia quelli maschili, sia quelli femminili sono portati da amenti e compaiono a maggio; più decorativi i primi di colore giallo tenue. Frutti: ghiande verde chiaro racchiuse per quasi due terzi in cupole squamose. Il leccio ha un sistema radicale caratterizzato dalla presenza di un lungo e robusto fittone per cui il suo trapianto non è mai facile; deve essere eseguito in tarda primavera alleggerendo notevolmente la chioma; meglio utilizzare soggetti in contenitore e ben radicati nello stesso. Pianta molto longeva che frequentemente arriva a 1.000 e più anni d’età, il leccio cresce nei suoli poveri, meglio se calcarei ma non gradisce l’argilla abbondante. Sopporta le carenze idriche nelle calde estati secche. Tollera qualsiasi potatura, anche la più drastica e, nella forma a cespuglio, è molto utilizzato per formare siepi alte e frangiventi soprattutto vicino al mare, perché i venti carichi di sale non lo minacciano e non riescono a deturpare il suo bel fogliame.